intervista a PATRIZIA PANIZZA dal capitolo 7.2

Quando iniziai nel 1981, prima in Italia e fra molte difficoltà, a mettere in atto questa attività, lo feci con uno scopo educativo, un mezzo, un’opportunità singolare, simpatica e attraente e non pensavo ciò di cui ora sono convinta a proposito delle emozioni. E' stato con l’esperienza e con la semplificazione che viene con l’età, che ho imparato a riconoscere ciò che più conta. Non significa per questo che il contributo a tutti gli stimoli sensoriali, motori e psichici che il nuoto neonatale offre ai neonati e alle loro mamme non siano importanti, anzi ne apprezzo continuamente i risultati. Il fatto è che ho modificato il mio punto di vista su ciò che ha veramente importanza nella vita: allora mi sembrava che il pilone portante nell’essere umano fosse l’intelligenza ed il suo prodotto più enfatizzato, il raziocinio. Così pensava la società, così mi avevano insegnato i miei genitori. Usa il cervello, ci dicevano a scuola ed era l’unica opzione.
Ci chiedevano “cosa pensi?”, ma era rarissimo che ci domandassero “cosa senti?”.
Una programmazione a senso unico. Era ovvio assumere, che avere un’intelligenza viva equivalesse a vivere la vita nella sua interezza. L’obiettivo più ambizioso che desideravo offrire attraverso l’acqua, allora, era di sviluppare al meglio il sistema nervoso proprio nei primi tre anni, in cui l’organizzazione cerebrale si compie per la maggior parte. Sono tutt’ora convinta che una buona intelligenza, quando ben utilizzata, aiuti molto nella vita, ma più tardi, guardandomi attorno e dentro più attentamente, ho compreso che è l’autostima il sentimento che più di ogni altro ci dà il piacere di esistere. E' il rispetto di sé che ci dà il coraggio di fare passi fondamentali per la crescita individuale, verso la consapevolezza. E' il rispetto di sé che ci mantiene diritti quando la bufera cerca di abbatterci. E' l’anima che con la sua flessuosità ci permette di piegarci senza arrenderci.
E' dunque questa visione che oggi propongo all’attenzione dei genitori che frequentano i miei corsi con i loro splendidi bambini e bambine. L’acqua continua ad essermi complice affidabile e disponibile esattamente come prima. Lei sa da sempre. ? la mia coscienza che è cambiata e sento con certezza che il lavoro in acqua con i bambini e le loro mamme mi ha lentamente trasformata. Se lo ha fatto con me, chiunque può subirne gli effetti.

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