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esperienza
di Laura Mancini
I segni
della Maddalena
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Il 20 luglio ero andata a
trovare i miei genitori in vacanza all’Elba, un’isola
a mio parere magica, composta di quarzo e ferro, verde, protetta
dall’essere parco nazionale, con boschi e foreste, una
vetta che sfiora i 1000 metri e una fonte (cd. Di Napoleone)
che ha forti proprietà curative da tempo note, e che
io penso sia collegata alla Madonna.
Avevo portando con me il dvd su Cristo e la
Maddalena di Annamaria Bona e Gianmarco Bragadin (Melchisedek
edizioni): condivido sempre con loro le ricerche e le notizie
relative a questi tempi unici, con loro che sono le miei anime
gemelle in questa come in altre vite, dai tempi di Atlantide
all’Egitto, fino a qui.
Affascinati e commossi per il messaggio della Maddalena contenuto
nel dvd, si ricordano di aver visitato anche su questa isola
un piccolo luogo vicino a Porto Azzurro in cui c’è
un dipinto della Vergine Nera, la Maddalena appunto.
Il nome ricalca quello spagnbolo: Monserrato.
Si tratta di una piccola chiesetta posta come in una nicchia
naturale di rocce, ulivi e bosco che, dall’alto e da
lontano, guarda il mare.
Abbiamo deciso di tornarci
insieme, con i miei genitori, il giorno dopo ancora e di compiere
un rituale di purificazione e integrazione delle energie cristiche
femminili, un rituale che liberasse queste energie per la
Terra, gli abitanti del luogo, e non solo, tutto secondo quanto
il piano divino avesse voluto.
Purtroppo la chiesetta era chiusa, forse per
ristrutturazioni, ma dal buco della serratura era possibile
vedere esattamente il dipinto, distante non più di
4 metri e che sembra identico a quello dell’omonima
chiesa in Spagna.
Sul retro c’era una finestra aperta
sulla sacrestia da dove era possibile leggere molte iscrizioni
in latino sulla Vergine.
Era evidente che si trattava di un luogo molto
particolare e dalle intense energie, forse davvero sopite
nell’arco del tempo.
Abbiamo approfittato di questa finestra per
far risuonare anche all’interno le parole del nostro
rituale; abbiamo invocato i raggi violetto, argenteo e dorato,
e abbiamo pregato.
Scendendo ci siamo fermati tra gli ulivi per
un secondo rituale ricalcato sul despacho, cioè un’offerta
dell’amore con volontà, dell’intelligenza
e dell’azione al servizio della Terra e del piano di
Luce e le foglie utilizzate le abbiamo poi riutilizzate per
completarlo in mezzo al mare, in barca, rinnovando il nostro
desiderio.
Ma quando eravamo lì, qualcosa ci ha
risposto in maniera evidente attraverso delle folate di vento
fortissime che hanno portato una profonda commozione in noi
tre. Non c’era da sbagliarsi: era un segno.
Tornando a casa ed aprendo
la posta elettronica, trovo un messaggio di Annamaria Bona
spedito il giorno della Maddalena, il 22 luglio….esattamente
il giorno in cui, senza sapere di ciò, ci eravamo recati
alla chiesa della Madonna Nera.