Carissima Cristiana,
carissimi genitori di luce (se leggete questa mail vuol dire che lo siete tutti quanti, ne sono sicura) sono una mamma in dolce attesa del primo bimbo che ha scelto di essere un maschietto e di chiamarsi Giovanni. Dico ha scelto perchè è proprio stato così.
La mia storia è molto comune e unica al tempo stesso: sono una persona con i piedi ben piantati per terra ma un desiderio sempre crescente di trovare qualcosa di più guardando il cielo. Da qualche tempo ho rivisto le mie priorità, ho smesso di lavorare per gli altri (sono giornalista e ho sempre lavorato in case editrici) e anche se ho corso e corro dei rischi mi sono messa a lavorare per me stessa, o meglio da sola, come free lance, per sentire quel senso di libertà che non ti danno gli orari fissi, i cartellini da timbrare e le pratiche ripetitive e sempre uguali a se stesse. Pensavo di essere pronta per accogliere un bambino perchè io e il mio amore di sempre (l'unico) ci eravamo sposati, avevamo una buona stabilità economica, io ero sempre a disposizione lavorando da casa e invece niente... O meglio, sembrava niente. In realtà forse era tutto: tutto quello che si stava creando prima di sentire, prima di toccare e prima di vedere... Tutto quello che solo l'anima può scorgere. Allora non me ne rendevo conto, ero troppo presa ad aspettare che succedesse qualcosa, che arrivasse il giorno dell'ovulazione, che il ciclo si interrompesse, che uscisse la seconda linea sul test di gravidanza e, alla fine, che gli ormoni da prendere prime e dopo l'inseminazione artificiale facessero effetto.
Poi finalmente è successo qualcosa, mi si è acceso un interruttore nella mente e ho detto a mio marito che noi eravamo felici anche così, che non ci mancava nulla ma che avremmo avuto solo molto di più nel caso un giorno fosse arrivato un bambino e ho smesso di soffrire e di angosciarmi. E come dicevano tutti, dopo tre lunghissimi (almeno per noi) anni in cui io e il suo papà lo cercavamo disperatamente finalmente "lui" ha deciso di scendere dalle stelle per portare la sua luce nelle nostre vite. Da quando ho saputo di essere incinta, "lui" è sempre stato Giovanni, sia perchè nella mia mente avevo scelto questo nome ispirandomi a grandi uomini vicini e lontani (uno in particolare mi è venuto in sogno più volte e mi ha chiesto di finire di scrivere il suo diario interrotto dalla crudeltà degli uomni), sia perchè una notte si è presentato a mia madre in sogno un bimbo che l'ha salutata, le ha detto di chiamarsi Giovanni e che loro due avrebbero festeggiato il loro onomastico insieme (lei si chiama Giovanna).
Ecco perchè quando ho letto sul libro Genitori di Luce che certe anime si presentano prima della nascita e ti suggeriscono il loro nome ho avuto un sussulto. Forse ero pronta per questi messaggi anche perchè altrimenti non avrei comprato il libro che cercavo senza sapere che esistesse ma che ho aspettato con fiducia senza acquistarne nemmeno uno dei mille che mi comparivano davanti in libreria, che promettevano tutti di spiegarmi qualcosa ma di non insegnarmi niente.
L'ho comprato ieri e sono già a metà ma torno indietro ogni volta che sento il bisogno di rileggere un pensiero, un consiglio e penso che farò così per tutto il resto della gravidanza: mi mancano 4 mesi, che sono i più importanti e vorrei creare quel legame speciale con l'anima del mio bimbo per farlo scendere con dolcezza, aiutarlo a venire al mondo e a diventare un grande uomo. Perchè io già so, e l'ho sempre saputo, che la sua è una grande anima.
Adesso so che ho un aiuto in più, che è Crisitana, e ho la compagnia di tutti i genitori che come me vogliono portare una luce nel mondo.
Per questo vi chiedo di inserirmi nel vostro angolo di paradiso da cui poter vedere quello che succede nel mondo delle persone illuminate che speriamo siano sempre più numerose.
Con affetto e gratitudine
Maria Vittoria